Giornata mondiale degli Oceani, le accuse del Wwf

Oggi 8 Giugno in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, il Wwf ha messo in risalto le problematiche maggiori che caratterizzano i mari di tutto il mondo, invitando i governi ad adoperarsi per proteggere questo ecosistema.

Pubblicata il: 08/06/2010 13:10

Redazione GreenCity

E' un'accusa pronunciata ad alta voce, quella del Wwf: in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, l'associazione ambientalista ha puntato i riflettori sulla situazione dei mari in tutto il mondo.
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Inevitabile, considerando quanto accaduto, il riferimento al disastro ecologico abbattutosi sul Golfo del Messico: il propagarsi della marea nera sta coinvolgendo flora e fauna dei mari della zona colpita, con conseguenze difficili da calcolare nella fase attuale.
A tal riguardo l'associazione ha sottolineato come sia importante uscire rapidamente dalla dipendenza dai combustibili fossili, la cui combustione costituisce la principale causa dei cambiamenti climatici prodotti dall'uomo.
Oltre a questo disastro, il Wwf punta il dito sul flagello della pesca, mal gestita dai governi, la cui pessima organizzazione la trasforma in una pratica distruttiva per i mari.
Secondo quanto spiegato dall'associazione, il saccheggio di questo ecosistema avrà nette conseguenze sulla disponibilità alimentare per una larga fetta della popolazione mondiale.
Le aree di "alto mare", quelle che sono al di fuori delle giurisdizioni nazionali, presentano forti rischi per la biodiversità che le contraddistingue.
Queste zone, che occupano oltre i due terzi degli oceani mondiali, vedono un sovrasfruttamento degli stock di pesce di alto mare, mentre le pesca a strascico è in grado di distruggere barriere coralline poco note.
Il Wwf ha spiegato come, oltre ai danni provocati dalla pesca illegale, anche la pesca legale non dimostri di seguire le indicazioni della comunità scientifica.
Diversi campanelli d'allarme, quindi, che invitano a riflettere sulle serie conseguenze della poca attenzione data a questo ecosistema.In questo senso, l'attività dei governi è lenta e non sufficiente: nonostante i leader del mondo abbiano ammesso l'importanza della protezione per gli oceani, sono notevoli le misure da attuare.
Entro il 2012, dovranno infatti essere istituite reti di Aree Marine Protette, che siano ecologicamente rappresentative e gestite nel migliore dei modi.
Inoltre i governi che si incontreranno a Nagoya, in Giappone, nel prossimo mese di ottobre, in occasione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica, dovranno impegnarsi a proteggere ulteriormente i mari aperti.

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