Cresce la geotermia di Enel in Italia

Al via i test di caratterizzazione del pozzo geotermico Montieri 5, in Toscana. L'energia rinnovabile prodotta contribuirà ad evitare l'emissione di 60.000 tonnellate di CO2 l'anno.

Pubblicata il: 02/05/2013 10:30

Redazione ImpresaGreen

Dopo quattro mesi di lavori, che hanno permesso di raggiungere la quota finale di 3447 metri di profondità, sono iniziati i test di caratterizzazione del pozzo geotermico Montieri, in Toscana, in grado di fornire una potenza elettrica superiore a 10 megawatt.
La perforazione del pozzo Montieri 5 fa parte del progetto di sviluppo della centrale geotermoelettrica Chiusdino 1, e l’energia rinnovabile prodotta contribuirà ad evitare l’utilizzo di 20.000 tonnellate di olio combustibile all’anno e emissioni di circa 60.000 tonnellate di CO2 all’anno.
In Italia, Enel gestisce un complesso tra i più grandi del mondo: 35 impianti per 720 MW netti, che producono oltre 5 miliardi di kWh l’anno, il consumo medio annuo di circa 2 milioni di famiglie. Nelle tecnologie geotermiche Enel Green Power detiene infatti un know-how di eccellenza, ampiamente riconosciuto a livello internazionale, che ha reso possibile una gestione ottimale della risorsa, anche sotto il profilo dell’impatto ambientale. 
Per esempio, le innovazioni apportate con la tecnologia Amis consentono di ridurre del 95% le emissioni di mercurio e di circa il 70-80% quelle di idrogeno solforato, il composto responsabile del tipico odore di zolfo delle aree termali.Sono del tutto infondate, inoltre, le ipotesi di possibili fenomeni di interferenza tra l’attività geotermica di Enel Green Power in Toscana e le falde acquifere superficiali, come hanno recentemente accertato anche studi condotti dalle Università di Siena e di Firenze.
Gli acquiferi geotermici, infatti, sono situati a profondità dell’ordine di migliaia di metri, ben al di sotto delle falde di acqua potabile, e devono essere per definizione impermeabili, perché altrimenti i fluidi si disperderebbero nell’ambiente circostante e non potrebbero essere sfruttati per la produzione di energia.

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