Smart City, in cerca di un salto di qualità

In questo secondo articolo continuiamo la disamina su quello che è stato fatto e su quello che invece si poteva fare in tema di SmartCity. Le osservazioni di Capitani (Netconsulting) e le "ricette" di Accenture, Cisco, HP, Ibm e Vodafone.

Pubblicata il: 09/11/2012 18:55

Barbara Torresani

In questo secondo articolo continuiamo la disamina su quello che è stato fatto e su quello che invece si poteva fare in tema di SmartCity.
Sempre seguendo il filone del discorso di Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, In generale, il 2012 è stato un anno molto importante per le politiche di Smart City; si è verificato senza ombra di dubbio un salto di qualità a partire da bandi Miur che hanno sensibilizzato sia il mondo dell’offerta che quello della domanda nei confronti della necessità di procedere in modo rapido all’attivazione di progetti di modernizzazione delle città. E’ aumentato il grado di sensibilità, e dall’altro canto, nella progressione di questi bandi si è avvertito una maturità crescente che ha portato all’inserimento all’interno del Decreto Legge Crescita 2.0 un capitolo dedicato alle città intelligenti, diverso rispetto al primo bando. che ha premiato progetti sperimentali . Oggi nei bandi sucgiancarlo-capitani-netconsulting.jpgcessivi e nell’Agenda Digitale vi è una visione diversa che prevede un percorso strutturato che porta alla formazione di comunità intelligenti e alla strutturazione di una piattaforma di sistemi, applicazioni e servizi condivisi con un sistema di monitoraggio e con la costruzione di un catalogo che faccia da bacino per un riuso possibile di applicazioni. Una concezione molto più organica che dovrebbe sostenere il percorso di digitalizzazione delle città italiane”.
Occorre inoltre considerare il salto di scala e di qualità che è indotto dall’Agenda Digitale. “L’Agenda Digitale non sarà indifferente rispetto al modo con cui fino a oggi sono stati interpretati i progetti attuali e futuri di Smart City, perché l’Agenda Digitale, se e quando verrà realizzata, induce un processo quasi coatto di accelerazione della digitalizzazione del paese, dei cittadini e delle imprese".
Si pensi soltanto al primo capitolo sull’identità digitale dei cittadini e delle imprese, al domicilio digitale, alla posta elettronica certificata per piccole imprese e professionisti, …Sarà un salto di qualità che avrà un riflesso interno alle comunità locali e urbane. Dovrà inoltre necessariamente esserci un processo anche questo imposto e coatto di relazione, coordinamento e sinergia tra digitalizzazione della Pac e e della Pal, ivi compresi i comuni
"Ci sarà una fortissima accelerazione non solo nella digitalizzazione delle città, ma di trasformazione delle città in Smart City...E, in virtù anche delle criticità finanziarie, si creerà la necessità dei piccoli comuni di aggregarsi".
Dal punto di vista tecnologico Capitani ha sottolineato che il paradigma del cloud computing potrebbe essere la soluzione tecnologica in grado di ridurre di molto sia la complessità della digitalizzazione sia la velocità con cui questi processi devovo essere realizzati: “E’ molto importante guardare all'Europa seguendo alcuni baricentri di focalizzazione: realizzare progetti integrati, realizzare partnership pubblico-privato, usare best pratices e cambiare l’approccio alle Smart City sviluppando un'agenda digitale per le città. E’ uno sforzo difficile non solo economico; occorre fare un salto culturale da parte di cittadini, imprese e soprattutto pubblici amministratori per garantire la via intelligente per le città italiane”.

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