Il 2012 anno in trincea per il 40,5% delle imprese di costruzioni italiane

Il dato è emerso dall'indagine realizzata in occasione della presentazione della quinta edizione di Expoedilizia (Fiera Roma, 22 - 25 marzo 2012).

Pubblicata il: 16/02/2012 12:10

Redazione GreenCity

Per molte imprese di costruzioni italiane, in prevalenza di piccole dimensioni, il 2012 sarà un anno di transizione per la ripresa del settore. Nonostante le difficoltà economiche riscontrate nel 2011 e le previsioni di un ulteriore calo di fatturato per il primo semestre dell'anno in corso, indicato dal 59,8% delle aziende, il comparto edile non perde le speranze: ben il 40,5%, infatti, dichiara che questo sarà l'anno fondamentale per porre le basi che porteranno al superamento della crisi, mentre il 3,3% si aspetta già da quest'anno una ripresa. Tra i possibili driver di crescita, le imprese segnalano la strada della riqualificazione degli edifici, che porta a soddisfare le esigenze di una clientela sempre più attenta e con una maggiore cultura dell'efficienza energetica.  
E' quanto emerge dall'indagine commissionata da ROS, società partecipata da Fiera Roma e Senaf, in occasione della presentazione della quinta edizione di Expoedilizia (Fiera Roma, dal 22 al 25 marzo) su un campione di imprese di costruzioni italiane per verificare come queste realtà stiano affrontando l'attuale situazione economica e quali siano le scelte intraprese per migliorare la propria attività e per rendersi più competitive sul mercato.
Un'analisi importante per il comparto italiano che conta nel IV trimestre del 2011, secondo i dati Movimprese, ben 828.767 imprese di costruzioni attive, in calo dello 0,2% rispetto al 2010.
L'indagine ha voluto sondare anche quali siano le strade che le aziende italiane stanno percorrendo per reagire all'attuale situazione, oltre a testare l'efficacia degli incentivi governativi per il rilancio del comparto.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, la percezione degli operatori del settore è che gli incentivi per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica degli edifici abbiano inciso sul fatturato per ben il 70,4% delle attività ma per una buona percentuale del campione (47,8%) hanno un peso che non supera il 20%. Solo il 16,3% indica un'incidenza sul fatturato tra il 21% e il 40%.  
Nonostante gli incentivi sembrino essere poco performanti, dai risultati dell'indagine emerge come la riqualificazione energetica rappresenti comunque uno dei possibili driver per la ripresa. Secondo la maggioranza degli addetti ai lavori, infatti, la classe energetica di un edificio ha un peso sempre maggiore nel determinare le scelte d'acquisto di un immobile da parte dei privati. Ben il 20,6% definisce questa variabile determinante e per il 56,8%, anche se non rappresenta il primo criterio di scelta per l'acquisto di un immobile, la classe energetica è un aspetto sempre più importante, come conseguenza della diffusione di una maggiore cultura del rispetto ambientale.  
Proprio in considerazione del peso sempre maggiore rivestito dalle caratteristiche energetiche degli immobili, ben il 67,8% delle aziende dichiara che nel 2011 ha eseguito interventi di riqualificazione o ristrutturazione per conto dei propri clienti, apportando migliorie alle strutture sotto il profilo dell'efficienza energetica: coibentazione (55,5%), sostituzione infissi (29,2%), installazione pannelli fotovoltaici o solari termici (23,6%) le richieste più spesso ricevute.  
La strada del green è stata scelta dal 15,6% degli intervistati come strumento per diversificare la propria attività e rendersi più competitivi sul mercato allargando la propria offerta con servizi legati alle fonti energetiche alternative. Chi non ha sposato questa specializzazione, ma ha voluto comunque cambiare il proprio assetto per reagire allo stallo del mercato, ha scelto di consorziarsi (7,6%) o, in misura minore, di rivolgersi a mercati internazionali (3,3%). Permane però una grossa fetta del comparto ancorata a posizioni attendiste: il 76,1% del campione infatti, nel 2011, non ha introdotto alcun cambiamento.

Cosa ne pensi di questa notizia?