Milano: con Area C black carbon ridotto del 30%

Secondo i dati del comune di Milano sono iminuiti anche ammoniaca (-37%), anidride carbonica (-29%), ossidi di azoto (-14%) e polveri sottili allo scarico e da attrito (-24%).

Pubblicata il: 20/01/2012 11:30

Redazione GreenCity

A Milano, la riduzione del traffico in Area C di oltre il 30 per cento nei primi due giorni di avvio del provvedimento, lunedì 16 e martedì 17 gennaio, ha avuto come conseguenza una diminuzione del 30 per cento del black carbon, la componente carboniosa presente nel PM10 e considerata dagli esperti la più tossica per la salute umana.
I dati sono stati rilevati da Amat che nei giorni scorsi ha avviato la misurazione di questo componente del particolato atmosferico utilizzando due centraline, una posizionata all'interno di Area C in piazza Duomo, l'altra in via Gorini a Città Studi.

L'analisi effettuata dall'Agenzia per la mobilità, l'ambiente e il territorio ha evidenziato anche la riduzione, dovuta al minor numero di auto in circolazione (circa 39.000 ingressi in meno in Area C), anche di altri inquinanti: meno 37 per cento di ammoniaca, meno 29 per cento di anidride carbonica, meno 14 per cento di ossidi di azoto e una diminuizione media del 24 per cento delle polveri sottili allo scarico e da attrito di gomme e freni. Come noto la diminuzione delle polveri sottili allo scarico e da attrito non ha diretta correlazione con i livelli di concentrazioni di PM10 registrati quotidianamente dalle centraline Arpa. Una diminuzione delle prime non incide nella medesima percentuale sulle seconde.
"La riduzione delle emissioni da traffico in Area C – spiegano i tecnici di Amat – non ha un immediato riscontro con le concentrazioni di particolato atmosferico misurate dalle stazioni di monitoraggio in quanto nelle condizioni meteorologiche di questi giorni caratterizzate da alta stabilità atmosferica, venti deboli, alta umidità relativa e basse temperature, i fenomeni di produzione di particolato secondario, cioè generato in atmosfera a seguito di trasformazioni chimico-fisiche di altri inquinanti, sono dominanti rispetto alla componente primaria, cioè la frazione di particolato rappresentata dalle fonti dirette".

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