Gas, il mercato deve essere più concorrenziale

L'autorità per l'energia elettrica e il gas ha invitato il Parlamento a sistemare alcune criticità relative al Decreto stoccaggi per favorire una maggiore concorrenza e quindi maggiori benefici per famiglie e PMI.

Pubblicata il: 30/08/2010 14:00

Redazione GreenCity

L'autorità per l'energia elettrica e il gas ha inviato una segnalazione al Parlamento e al Governo su lcune criticità contnenute nel Decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 130, recante "misure per la maggiore concorrenzialità nel mercato del gas naturale ed il trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali".
Secondo l'autorità infatti il decreto pubblicato così com'è consente di fatto all'azienda dominante, in questo caso la ENI, di controllare fino al 65% del totale del gas consumato in Italia, quota che le consente di fatto il controllo del mercato.
La segnalazione mette in luce che nella versione finale del Decreto gli autconsumi non vengono ricompresi nel calcolo della quota di immissione, mentre se gli autoconsumi non venissero scontati, la quota di mercato non potrebbe superare il 55% del totale e il mercato risulterebbe più concorrenziale. Sebbene nel testo finale non vengano esclusi gli  autoconsumi termoelettrici dal calcolo della quota di immissioni, è però espressamente previsto che gli autoconsumi siano portati a riduzione delle ulteriori partite che contribuiscono a determinare la quota di mercato di ciascun operatore.
Le soglie in termini di quote di mercato, sono calcolate infatti sommando le "quote di immissione" e le "ulteriori partite che contribuiscono a determinare la quota di mercato all'ingrosso di un operatore".
Infine l'autorità invita il governo a correggere anche le disparità a carico degli utenti finali. Infatti per i clienti industriali sono previsti benefici diretti, tramite il finanziamento delle infrastrutture di stoccaggio, e indiretti, grazie alla maggiore concorrenza, alla riduzione dei costi di sistema, alla maggiore flessibilità e liquidità. Al contrario, risultano ancora molto incerti i possibili benefici per i clienti civili e le piccole imprese, che potranno beneficiare solo indirettamente delle nuove infrastrutture di stoccaggio.

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